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Lavorazioni differenti, collegate ad attrezzaturee macchinari specifici, assicurano una pulitura deimetalli su misura e in base al risultato desiderato.Precisione e qualità prima di ogni esigenza.
Lavorazioni differenti, collegate ad attrezzaturee macchinari specifici, assicurano una pulituradei metalli su misura e in base al risultato desiderato.Precisione e qualità prima di ogni esigenza.
Lucidatura a specchio

La lucidatura a specchio è una tecnica di finitura ultra-fine che si propone di ridurre drasticamente le micro-irregolarità topografiche di una superficie, fino a ottenere una riflettanza speculare estremamente elevata. Il processo è caratterizzato da una sequenza progressiva di abrasivi a granulometria decrescente, utilizzati in combinazione con composti lucidanti contenenti particelle finissime (e.g., ossido di cerio, allumina colloidale), in sospensione liquida o semisolida. L’azione abrasiva induce micro-asportazione controllata del materiale superficiale, riducendo i picchi topografici (asperità) e minimizzando le deviazioni statistiche del profilo superficiale (Rq, Ra, Rz). Il livello di brillantezza finale è misurabile mediante glossmetro, che quantifica la riflessione speculare in Gloss Units (GU). Le superfici lucidate a specchio possono superare i 2000 GU (a 20° di incidenza), a testimonianza di un livello di planarità e riflessione ottica estremamente elevato. Essenziale in applicazioni estetiche, tribologiche e preparatorie per rivestimenti galvanici.

La lucidatura a specchio è una tecnica di finitura ultra-fine che si propone di ridurre drasticamente le micro-irregolarità topografiche di una superficie, fino a ottenere una riflettanza speculare estremamente elevata. Il processo è caratterizzato da una sequenza progressiva di abrasivi a granulometria decrescente, utilizzati in combinazione con composti lucidanti contenenti particelle finissime (e.g., ossido di cerio, allumina colloidale), in sospensione liquida o semisolida. L’azione abrasiva induce micro-asportazione controllata del materiale superficiale, riducendo i picchi topografici (asperità) e minimizzando le deviazioni statistiche del profilo superficiale (Rq, Ra, Rz). Il livello di brillantezza finale è misurabile mediante glossmetro, che quantifica la riflessione speculare in Gloss Units (GU). Le superfici lucidate a specchio possono superare i 2000 GU (a 20° di incidenza), a testimonianza di un livello di planarità e riflessione ottica estremamente elevato. Essenziale in applicazioni estetiche, tribologiche e preparatorie per rivestimenti galvanici.

  • Produzione di superfici ad alta riflettanza speculare, con minima dispersione luminosa.
  • Valorizzazione estetica mediante superfici visivamente brillanti e uniformi.
  • Diminuzione della rugosità effettiva e della tendenza alla contaminazione da particelle.
  • Miglioramento del comportamento tribologico.
  • Creazione di substrati ideali per trattamenti galvanici (nichelatura, cromatura) con elevata adesione e uniformità di deposito.
Satinatura

La satinatura è un processo di finitura che genera una superficie opaca e omogenea, mediante la micro-asportazione controllata del materiale superficiale. L’operazione si basa sull’utilizzo di abrasivi a grana fine che, agendo con un moto direzionale (lineare o rotatorio), incidono sulla microtopografia del materiale, inducendo la formazione di una texture superficiale ordinata e diffusa. Questa texture, composta da striature parallele o incrociate, è progettata per ridurre la riflessione speculare e aumentare la riflettanza diffusa. Rispetto alla lucidatura a specchio, che elimina la rugosità per riflettere la luce in modo direzionale, la satinatura mira a ottenere superfici visivamente uniformi ma non lucide, valorizzando l’aspetto estetico in senso tecnico-industriale. La finitura satinata è inoltre in grado di mascherare difetti superficiali minori e di migliorare l’adesione di rivestimenti grazie all’aumento della superficie effettiva.

La satinatura è un processo di finitura che genera una superficie opaca e omogenea, mediante la micro-asportazione controllata del materiale superficiale. L’operazione si basa sull’utilizzo di abrasivi a grana fine che, agendo con un moto direzionale (lineare o rotatorio), incidono sulla microtopografia del materiale, inducendo la formazione di una texture superficiale ordinata e diffusa. Questa texture, composta da striature parallele o incrociate, è progettata per ridurre la riflessione speculare e aumentare la riflettanza diffusa. Rispetto alla lucidatura a specchio, che elimina la rugosità per riflettere la luce in modo direzionale, la satinatura mira a ottenere superfici visivamente uniformi ma non lucide, valorizzando l’aspetto estetico in senso tecnico-industriale. La finitura satinata è inoltre in grado di mascherare difetti superficiali minori e di migliorare l’adesione di rivestimenti grazie all’aumento della superficie effettiva.

  • Ottenimento di una superficie opaca e a riflessione diffusa, priva di riflessi speculari marcati.
  • Miglioramento dell’uniformità estetica e della percezione visiva del prodotto.
  • Attenuazione visiva di graffi, micro-imperfezioni e disomogeneità preesistenti.
  • Potenziamento dell’adesione di vernici e rivestimenti tramite interblocco meccanico favorito dalla micro-texture indotta.
Micropallinatura

La micropallinatura, o shot peening, è un processo meccanico a freddo impiegato per migliorare le proprietà meccaniche di componenti metallici mediante l’introduzione di sollecitazioni compressive residue a livello superficiale. Consiste nel bombardare la superficie con microsfere di piccole dimensioni (0,1–1,0 mm), realizzate in acciaio, ceramica o vetro, accelerate ad alta velocità. L’impatto genera deformazioni plastiche che alterano la microstruttura superficiale, inducendo uno stato di compressione residua che aumenta la resistenza del materiale agli stress meccanici. Il processo non modifica la geometria del pezzo, ma ne migliora la resistenza a fatica, usura e corrosione. È particolarmente indicato per componenti soggetti a sollecitazioni cicliche, come molle, ingranaggi e turbine. Inoltre, incrementa la durezza superficiale e protegge da danni da cavitazione nei fluidi in movimento ad alta velocità.

La micropallinatura, o shot peening, è un processo meccanico a freddo impiegato per migliorare le proprietà meccaniche di componenti metallici mediante l’introduzione di sollecitazioni compressive residue a livello superficiale. Consiste nel bombardare la superficie con microsfere di piccole dimensioni (0,1–1,0 mm), realizzate in acciaio, ceramica o vetro, accelerate ad alta velocità. L’impatto genera deformazioni plastiche che alterano la microstruttura superficiale, inducendo uno stato di compressione residua che aumenta la resistenza del materiale agli stress meccanici. Il processo non modifica la geometria del pezzo, ma ne migliora la resistenza a fatica, usura e corrosione. È particolarmente indicato per componenti soggetti a sollecitazioni cicliche, come molle, ingranaggi e turbine. Inoltre, incrementa la durezza superficiale e protegge da danni da cavitazione nei fluidi in movimento ad alta velocità.

  • Aumento della resistenza a fatica, riducendo l’innesco di cricche da trazione ciclica.
  • Maggiore resistenza alla tensocorrosione, utile in ambienti aggressivi.
  • Incremento della durezza superficiale e resistenza all’usura.
  • Miglior comportamento in presenza di cavitazione.
  • Potenziamento della tenacità alla frattura a livello superficiale.
Sbavatura termica

La sbavatura termica, o thermal deburring, è una tecnologia che sfrutta una reazione chimica rapida per eliminare le bave residue da componenti metallici complessi. Si basa sull’accensione controllata di una miscela di gas combustibile e ossigeno all’interno di una camera pressurizzata, dove si trovano i pezzi da trattare. La combustione, estremamente rapida e ad alta temperatura (fino a 3000 °C), brucia istantaneamente le bave, che sono strutturalmente fragili e presentano una superficie esposta molto maggiore rispetto alla massa del pezzo.

Questo processo è particolarmente indicato per geometrie complesse e fori interni intersecanti, dove i metodi tradizionali come la sbavatura meccanica o manuale risultano inefficaci o troppo costosi. Il risultato è una superficie liscia, priva di imperfezioni, pronta per il montaggio o per trattamenti successivi. L’azione è selettiva e localizzata: il materiale di base, grazie alla sua massa maggiore e conduttività termica, non subisce danni visibili o modifiche strutturali.

La sbavatura termica, o thermal deburring, è una tecnologia che sfrutta una reazione chimica rapida per eliminare le bave residue da componenti metallici complessi. Si basa sull’accensione controllata di una miscela di gas combustibile e ossigeno all’interno di una camera pressurizzata, dove si trovano i pezzi da trattare. La combustione, estremamente rapida e ad alta temperatura (fino a 3000 °C), brucia istantaneamente le bave, che sono strutturalmente fragili e presentano una superficie esposta molto maggiore rispetto alla massa del pezzo.

Questo processo è particolarmente indicato per geometrie complesse e fori interni intersecanti, dove i metodi tradizionali come la sbavatura meccanica o manuale risultano inefficaci o troppo costosi. Il risultato è una superficie liscia, priva di imperfezioni, pronta per il montaggio o per trattamenti successivi. L’azione è selettiva e localizzata: il materiale di base, grazie alla sua massa maggiore e conduttività termica, non subisce danni visibili o modifiche strutturali.

  • Eliminazione simultanea e uniforme di tutte le bave, anche in cavità interne.
  • Aumento della produttività grazie alla rapidità del processo.
  • Costanza qualitativa tra i pezzi lavorati.
  • Adatta anche a geometrie complesse e fori ciechi.
  • Riduzione dei costi rispetto a lavorazioni manuali o multiple.
Burattatura

La burattatura o tumbling è un processo meccanico di finitura collettiva che permette il trattamento simultaneo di numerosi componenti metallici all’interno di un contenitore vibrante o rotante (buratto). I pezzi sono immersi in un mezzo abrasivo (media) di forma, composizione e durezza variabile, talvolta combinato con additivi chimici (detergenti, lucidanti, passivanti). L’interazione continua e casuale tra i componenti, il media e le pareti del buratto genera una rimozione uniforme del materiale per abrasione e tribocorrosione. Il processo consente di sbavare, smussare, pulire e levigare in modo efficiente anche zone complesse non facilmente accessibili con tecniche manuali. È largamente utilizzato nella finitura di minuteria, componenti tridimensionali e lotti di medie/grandi dimensioni, dove è richiesta una finitura omogenea e ripetibile a costi contenuti.

La burattatura o tumbling è un processo meccanico di finitura collettiva che permette il trattamento simultaneo di numerosi componenti metallici all’interno di un contenitore vibrante o rotante (buratto). I pezzi sono immersi in un mezzo abrasivo (media) di forma, composizione e durezza variabile, talvolta combinato con additivi chimici (detergenti, lucidanti, passivanti). L’interazione continua e casuale tra i componenti, il media e le pareti del buratto genera una rimozione uniforme del materiale per abrasione e tribocorrosione. Il processo consente di sbavare, smussare, pulire e levigare in modo efficiente anche zone complesse non facilmente accessibili con tecniche manuali. È largamente utilizzato nella finitura di minuteria, componenti tridimensionali e lotti di medie/grandi dimensioni, dove è richiesta una finitura omogenea e ripetibile a costi contenuti.

  • Sbavatura simultanea e massiva di componenti metallici di piccole e medie dimensioni.
  • Smussatura controllata dei bordi per ridurre spigoli vivi e migliorare la durabilità meccanica.
  • Pulizia da oli, residui metallici e ossidi tramite combinazione di azione meccanica e chimica.
  • Omogeneizzazione della rugosità superficiale su ampie superfici complesse.
  • Preparazione efficace del substrato per trattamenti successivi come verniciatura o anodizzazione.

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